
In Africa 36 paesi su 53 sono abolizionisti per legge (16) o per pratica (20). Ma nonostante tutto nel 2010, nel mondo, sono state eseguite (escludendo la Cina da cui non si hanno dati ufficiali e dove però i numeri sono nell'ordine delle migliaia) 527 pene capitali in 21 paesi diversi.
Al primo posto di questa orrenda classifica vi è, escludendo la Cina appunto, l'Iran con 252 esecuzioni , poi la Corea del Nord con 60, lo Yemen con 53 e gli Stati Uniti con 46. Tra i paesi africani in testa vi è la Libia con 18 esecuzioni, la Somalia con 8, il Sudan con 6, l'Egitto e la Guinea Equatoriale con 4 e il Botswana con 1. E' da notare che in Africa Sub-Sahariana nel 2009 vi erano state solo due esecuzioni, in Botswana e in Sudan.
In Sudan, Egitto e Botswana la sentenza è stata eseguita tramite impiccagione, mentre in Guinea Equatoriale e Somalia mediante fucilazione.
In Sudan, Egitto e Botswana la sentenza è stata eseguita tramite impiccagione, mentre in Guinea Equatoriale e Somalia mediante fucilazione.
Sorprendono in particolare le quattro esecuzioni in Guinea Equatoriale, che sono state eseguite, mediante fucilazione, 1 ora dopo la condanna ad opera di un tribunale militare per attentato al Capo dello Stato.
Altra questione sono invece le condanne a morte inflitte nel corso del 2010. Sono state almeno 2024 nel mondo. Al primo posto il Pakistan con 365, seguito da Iraq 279, Malesia 114, Stati Uniti 110 e India 105. Di queste quasi 700 sono state inflitte in 29 paesi dell'Africa ed in particolare in Egitto 185, in Nigeria 151, in Algeria 130, in Zambia 35, in Tunisia 22, in Ghana 17, in Mauritania 16, in Centrafrica e Mali 14, in Gambia 13, in Liberia 11, in Sudan 10, in Zimbabwe e Somalia 8, in Tanzania, Uganda, Kenya e Etiopia 5, in Guinea Equatoriale e Marocco 4, in Madagascar e Malawi 2, , in Sierra Leone, Benin, Burkina Faso e Ciad 1. Mentre non si conoscono i numeri in Libia, Repubblica Democratica del Congo e Camerun.
Bisogna ancora fare molto lavoro per giungere ad avere dati precisi da tutte le nazioni al fine di giungere ad una completa moratoria sulla pena di morte
Resta fermo il principio che, indipendentemente dalla regolarità del processo - che in alcuni Paesi sembra ancora un miraggio - la condanna a morte, a prescindere dalla tipologia di reato, è un atto disumano che non attiene al senso della giustizia. Altra questione è invece la certezza della pena che deve restare un diritto inviolabile di tutti, in particolare per i delitti contro le persone e l'umanità.
Bisogna ancora fare molto lavoro per giungere ad avere dati precisi da tutte le nazioni al fine di giungere ad una completa moratoria sulla pena di morte
Resta fermo il principio che, indipendentemente dalla regolarità del processo - che in alcuni Paesi sembra ancora un miraggio - la condanna a morte, a prescindere dalla tipologia di reato, è un atto disumano che non attiene al senso della giustizia. Altra questione è invece la certezza della pena che deve restare un diritto inviolabile di tutti, in particolare per i delitti contro le persone e l'umanità.
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