Joseph Kony è un'anima nera che non ha ancora terminato la sua devastante azione nel continente africano. Nato nel 1962 (secondo altri fonti nel 1961) a Oduk, un villaggio nel nord dell'Uganda, da padre catechista cattolico e madre anglicana, la sua carriera di macellaio (perchè oggi altro non è che questo) inizia nel 1987 quando entro' in uno dei gruppi "millenaristi" che si formarono nella "terra degli Acholi" (etnia di cui egli fa parte) in Uganda e che seguivano l'Holy Spirit Movement della "profetessa" Alice Auma, una sua cugina, in lotta contro il governo di Yoweri Museveni.
Ma andiamo con ordine, naturalmente con una massiccia semplificazione.

Kony, che aveva anch'egli sostenuto di essere guidato da uno spirito, decise di prendere in mano la situazione e fondò un gruppo che, dopo aver cambiato svariati nomi assunse l'attuale denominazione Lord's Resistence Army (LRA) (tradotto in italiano Esercito di Resistenza del Signore) nel 1993. Sin da subito i ribelli di Kony usarono strategie non convenzionali di lotta. Rapimento di bambini e bambine per farne guerriglieri o schiavi sessuali (ad oggi un numero vicino ai 40 mila), stupri di massa, amputazioni e menomazioni di ogni genere, omicidi (oltre 12.000) e lo sfollamento di quasi 2 milioni di persone.
Lo scopo dichiarato di Kony è sempre stato quello "di stabilire nel paese una teocrazia basata sulla Bibbia e sui Dieci Comandamenti". La sua è senz'altro una forma di integralismo che, come avviene anche nelle altre religioni, trova nell'estremismo -e nella follia - una delle maggiori ragioni di essere.
Nonostante i tentativi di negoziare e combattere l'LRA (che nel 1988 vantava, secondo alcuni oltre 10.000 operativi), a distanza di oltre 20 anni, Kony ed i suoi uomini continuano a seminare il terrore. Sin dal 1994 l'LRA si è inserita all'interno dei sanguinosi conflitti della regione, prima sbarcando in Sud Sudan (spalleggiati dal governo di Khartoum, islamico, in chiave anti-SPLA, i ribelli del sud) e successivamente (2005) nella Repubblica Democratica del Congo stabilendo le basi all'interno del Parco nazionale di Garamba.
L'esercito di Kony, al crescere della sua follia, si è assottigliato, secondo gli esperti oggi non raggiungerebbero un migliaio di attivi, capaci però di seminare il terrore grazie a tecniche di guerriglia spietate e imprevedibili.
Nel 2002 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna inserirono l'LRA tra i gruppi internazionali del terrorismo. Nel gennaio 2005, quando il governo Sudanese e la SPLA siglarono lo storico accordo di pace (che porterà nel 2011 alla nascita del Sud Sudan), l'LRA sembrò accusare il colpo, trasferendo le proprie basi nella Repubblica Democratica del Congo. Nell'ottobre del 2005 la Corte Internazionale di Giustizia (su pressioni delle organizzazioni non governative, interenazionali e locali) chiese l'arresto, con 33 capi d'imputazione, di Joseph Kony, del suo vice Vincent Otti (assassinato nel 2007 dallo stesso Kony perchè troppo "entusiasta" dei colloqui di pace in corso con il governo ugandese) e altri 3 leaders dell'LRA. Nel 2007 l'LRA sconfinò anche nella Repubblica Centroafricana, stabilendo anche lì delle basi e continuando a gettare nel terrore intere popolazioni inermi.
E' chiaro che dalle origini a oggi, il movimento di Kony ha perso qualsiasi legittimazione "di opposizione politica", sconfinando nella pura è semplice sopravvivenza attraverso un sistema di delirante crudeltà e di terrore.
Come avevo già scritto lo scorso anno (vedi post), gli Stati Uniti hanno deciso di lanciare una campagna atta a sconfiggere - per sempre - Kony e i suoi uomini. Proprio nei mesi scorsi sono stati inviati in Uganda dei soldati per "favorire" la risoluzione della "questione LRA". E' chiaro che gli Stati Uniti non si muovono per "spirito umanitario". Gli interessi nella regione sono immensi (petrolio e minerali) e i rapporti con i governi locali (Uganda e Sud Sudan in particolare) sono strategici. Le speranze per le popolazioni locali sono quelle che, almeno una volta, gli interessi degli Stati Uniti e la fine del terrore che ha scatenato Kony, possano coincidere.
Per ora, Joseph Kony, resta uno dei più ricercati criminali dell'Africa e fino ad oggi, anche quello che è lasciato agire in modo meno disturbato.
Lo scopo dichiarato di Kony è sempre stato quello "di stabilire nel paese una teocrazia basata sulla Bibbia e sui Dieci Comandamenti". La sua è senz'altro una forma di integralismo che, come avviene anche nelle altre religioni, trova nell'estremismo -e nella follia - una delle maggiori ragioni di essere.
Nonostante i tentativi di negoziare e combattere l'LRA (che nel 1988 vantava, secondo alcuni oltre 10.000 operativi), a distanza di oltre 20 anni, Kony ed i suoi uomini continuano a seminare il terrore. Sin dal 1994 l'LRA si è inserita all'interno dei sanguinosi conflitti della regione, prima sbarcando in Sud Sudan (spalleggiati dal governo di Khartoum, islamico, in chiave anti-SPLA, i ribelli del sud) e successivamente (2005) nella Repubblica Democratica del Congo stabilendo le basi all'interno del Parco nazionale di Garamba.
L'esercito di Kony, al crescere della sua follia, si è assottigliato, secondo gli esperti oggi non raggiungerebbero un migliaio di attivi, capaci però di seminare il terrore grazie a tecniche di guerriglia spietate e imprevedibili.
Nel 2002 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna inserirono l'LRA tra i gruppi internazionali del terrorismo. Nel gennaio 2005, quando il governo Sudanese e la SPLA siglarono lo storico accordo di pace (che porterà nel 2011 alla nascita del Sud Sudan), l'LRA sembrò accusare il colpo, trasferendo le proprie basi nella Repubblica Democratica del Congo. Nell'ottobre del 2005 la Corte Internazionale di Giustizia (su pressioni delle organizzazioni non governative, interenazionali e locali) chiese l'arresto, con 33 capi d'imputazione, di Joseph Kony, del suo vice Vincent Otti (assassinato nel 2007 dallo stesso Kony perchè troppo "entusiasta" dei colloqui di pace in corso con il governo ugandese) e altri 3 leaders dell'LRA. Nel 2007 l'LRA sconfinò anche nella Repubblica Centroafricana, stabilendo anche lì delle basi e continuando a gettare nel terrore intere popolazioni inermi.
E' chiaro che dalle origini a oggi, il movimento di Kony ha perso qualsiasi legittimazione "di opposizione politica", sconfinando nella pura è semplice sopravvivenza attraverso un sistema di delirante crudeltà e di terrore.
Come avevo già scritto lo scorso anno (vedi post), gli Stati Uniti hanno deciso di lanciare una campagna atta a sconfiggere - per sempre - Kony e i suoi uomini. Proprio nei mesi scorsi sono stati inviati in Uganda dei soldati per "favorire" la risoluzione della "questione LRA". E' chiaro che gli Stati Uniti non si muovono per "spirito umanitario". Gli interessi nella regione sono immensi (petrolio e minerali) e i rapporti con i governi locali (Uganda e Sud Sudan in particolare) sono strategici. Le speranze per le popolazioni locali sono quelle che, almeno una volta, gli interessi degli Stati Uniti e la fine del terrore che ha scatenato Kony, possano coincidere.
Per ora, Joseph Kony, resta uno dei più ricercati criminali dell'Africa e fino ad oggi, anche quello che è lasciato agire in modo meno disturbato.
In rete è disponibile anche il sito LRA Crisis Tracker, pubblicato dall'organizzazione americana Invisible Children, che aggiorna in tempo reale su tutte le operazioni in cui è coinvolta l'LRA e dove è possibile trovare ogni approfondimento a riguardo.
Vi segnalo questo blog di Solomon Akugizibwe, un attivista dell'Uganda, che in questo post scrive un ritrattato di Joseph Kony
1 commento:
Joseph kony Maldito Criminal morir es poco.
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